... deep in the notes of Opeth - Damnation ...
Bastano poche parole.
Lette, ascoltate, rilette, riscritte.
E lì, ti chiedi... o almeno succede a te... così... "cosa provava mentre scriveva?". E parte quello strano transfert. Lo senti sulla pelle. Quello è anche il
suo di corpo. In quell'istante.
Brividi.
Freddo.
Umidità. Sono Lacrime.
Incoscienza.
Calore.
Sorriso.
Risa stupide.
Risa senza senso.
Inconsapevolezza.
Fin troppa consapevolezza.
Delirio.
Amore.
Voglia di...
Desiderio d'altro...
Sofferenza.
Brucia, dannazione.
Stringe, di più.
Ma... no.
Ti lascia di stucco, ancora.
Amicizia.
Respira, devi respirare.
E poi? E quando è un mix di tutto ciò? E quando daresti ancora, ancora di più, il tuo animo per saperlo? O forse no. Ma è anche il
suo di corpo, per quanto sia
tuo, dico proprio il tuo. I
suo si confondono. Il
tuo va in fading out.
Smarrimento.
Poi ritorna. Labile. Silenzioso. Solitario. Non è male, ma non può essere completamente. E soprattutto, non può essere tutto a colori.
Per quanto le mezze sfumature di grigio siano a te gradite. Sempre.
"I can't see the meaning of this life I'm leading
I try to forget you as you forgot me
This time there is nothing left for you to take, this
is goodbye
Summer is miles and miles away
And no one would ask me to stay
And I should contemplate this change
To ease the pain
And I should step out of the rain
turn away
Close to ending it all, I am drifting through the
stages
Of the rapture born within this loss
Thoughts of death inside, tear me apart from the core
of my soul
At times the dark's fading slowly
But it never sustains
Would someone watch over me
In my time of need"
Opeth - In my time of need
A me succede così.
Mi ritrovo a navigare per la rete.
Così. Più per far passare il tempo mentre penso. Mentre vado a ritroso. Vago nel labirinto delle immagini, del nonsense, mentre parlo con me.
Navigare lo rende più dolce... quantomeno lo rende più comodo. Assecondo i miei pensieri, a volte, con raptus di ricerca strani. A volte cerco deliberatamente ispirazione. A volte la trovo. A volte mi piace confrontare le mie immagini mentali con quelle che vedo sullo schermo. Il senso del navigare, in senso lato, è per me sempre stato sinonimo di respirare, di solitudine, di scoperta inconsapevole di se stessi. Beh... è quello che nelle notti come questa mi piace della rete. Vagare, saltellare senza una meta fra link, fra suggestioni, con una rotta che se presa in un log non ha per nulla senso. Neanche a rileggerla dopo 5 minuti. Ma è bello così. Sono le notti in cui ti godi più il marasma che il www ha da offrire.
E' un pratico surrogato della corsa in auto notturna, senza meta, del viaggio solitario improvviso, della traversata baciati dalla salsedine. Già, è un surrogato poco styloso perché manca il vento, le stelle o il profumo del mare, ma piacevole. E utile, a volte.
Giusto per curiosità... a memoria... ecco la rotta di stanotte.
- Gugol immagini;
- DeviantArt.com;
- Gmail;
- Blog vari assortiti;
- Gmail;
- IconFactory;
- FreeDictionary;
- Ricerca Compulsoria su Gugol;
- Microsoft Live Labs (che non è stato l'esito della ricerca di cui sopra);
- Vecchio sito pieno di ricordi;
- DeviantArt;
-
Questo (inquietante ma figo);
- Forum...
Mah... dimenticherò qualcosa di sicuro.
In ogni caso... navigata tutto sommato rilassante... e sufficientemente stimolante per il mio ego visionario.
Fra 8 ore scarse, aliscafo e finalmente...
mare.
Adieu.